Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
L'annuncio di Washington e la portaerei arrivata nel Golfo. L'avviso di Netanyahu: "Di Teheran non ci si può fidare"
Qualcuno già temeva che non si sarebbe arrivati ai negoziati tra Iran e Stati Uniti previsti venerdì a Istanbul. Ma la Casa Bianca ha tranquillizzato: «I colloqui in programma questa settimana con l'Iran sono confermati», nonostante il caso forte di ieri e nonostante Teheran voglia che vengano spostati in Oman. Prima della diplomazia è infatti arrivato un drone iraniano a irritare gli umori della trattativa che ha l'obiettivo di limitare il programma nucleare e missilistico iraniano per scongiurare l'ennesimo conflitto in Medioriente, dopo della guerra dei 12 giorni di giugno scorso in cui Donald Trump si è unito al conflitto anti-nucleare di Benjamin Netanyahu contro la Repubblica islamica. Il rischio di raid americani sull'Iran resta sul tavolo. Come la quasi certa eventuale risposta del regime degli ayatollah, con Israele primo obiettivo. Perciò il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha abbattuto immediatamente il drone perché - spiega la Casa Bianca - era senza pilota e si stava comportando in modo aggressivo nei confronti della nostra USS Lincoln (nella foto)». La portaerei è un simbolo dopo che, partita dal Mar Cinese, ha fatto da apripista in Medioriente alla mega-flotta navale spedita da Trump nella regione per avvisare il regime di Teheran che «o si trova un accordo o gli Stati Uniti attaccheranno l'Iran», specie dopo la barbara repressione dei civili nelle proteste anti-regime.






