Venti anni fa, il 2 marzo 2006, al 76esimo Salone di Ginevra, Opel riportava in vita uno dei nomi più iconici della propria storia: GT. Ma lo faceva rompendo con il passato. La nuova Opel GT non era una coupé come la celebre granturismo di fine Anni Sessanta, bensì una spider pura, due posti secchi, trazione posteriore e un carattere dichiaratamente sportivo. Un’operazione nostalgia riuscita, ma con uno sguardo chiaramente rivolto al presente.

Il debutto della Opel GT

Fin dal debutto apparve evidente che quella compatta roadster aveva tutte le carte in regola per raccogliere l’eredità della Opel GT originale lanciata nel 1968. Linea aggressiva, proporzioni compatte, cofano lungo e motore turbo benzina da 2 litri: ingredienti classici, reinterpretati in chiave moderna. La commercializzazione iniziò nella primavera del 2007 – in Italia il primo esemplare fu consegnato a luglio – e già a fine anno arrivò un riconoscimento importante: “Cabrio dell’Anno 2007”, assegnato da una giuria internazionale composta da 21 giornalisti.

Per molti appassionati, Opel GT resta ancora oggi una sportiva di culto. Non a caso, il nome scelto per il ritorno sulle scene era corto, diretto, immediatamente evocativo. La nuova GT puntava tutto sul piacere di guida, grazie alla configurazione con motore anteriore e trazione posteriore, che garantiva una ripartizione dei pesi equilibrata e un comportamento dinamico coinvolgente. Sotto il cofano trovava posto il 2.0 ECOTEC turbo benzina a iniezione diretta da 264 CV (197 kW), capace di spingere la spider da 0 a 100 km/h in meno di sei secondi e oltre i 230 km/h di velocità massima.