E'il marzo di 60 anni fa e sullo stand dell'Alfa Romeo al Salon de l'Auto de Geneve (che in quel tempo era organizzato al Palais des Expositions nella centrale area del Plainpalais) debutta la 1600 Spider, l'elegantissima 'scoperta' disegnata da Pininfarina sulla meccanica della Giulia Sprint GT.
Anche se i media specializzati riservano più spazio alla nuova Lamborghini Miura - altra novità del Salone - la 1600 'Osso di Seppia' diventa subito una delle protagoniste della stagione motoristica 1966, non solo per essere l'ultimo progetto supervisionato personalmente da Battista 'Pinin' Farina ma anche per portare sul mercato delle spider contenuti ben diversi dalle tradizionali scoperte britanniche, in genere rigide e scomode.
La stampa italiana sottolinea l'importanza dell'eredità meccanica della Giulia, con un motore bialbero da 109 Cv capace di raggiungere 185 km/h, e di una frenata sempre impeccabile grazie ai quattro freni a disco. E naturalmente della tenuta di strada conseguenza del telaio della Sprint GT accorciato di 225 mm.
Descritta anche 'emblema dello stile e della dolce vita italiana, l'Alfa Romeo 1600 'Osso di Seppia' è al centro di una campagna di marketing di grande successo, con oltre 140mila risposte ad un concorso in cui gli appassionati suggerirono alla Casa del Biscione il nome commerciale per questo modello.






