Ivini italiani saranno le vere star nella Casa Americana dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026. Un luogo strategico, destinato a ospitare atleti, famiglie, sponsor e media internazionali, dove le nostre etichette avranno una vetrina straordinaria. Uno spazio che nelle ultime ore è finito al centro dell’attenzione anche per un altro motivo: il club che accoglierà i protagonisti del mondo sportivo statunitense ha cambiato nome, passando da Ice House a Winter House.

Una scelta non casuale. Il termine “Ice”, negli Stati Uniti, porta oggi con sé un carico simbolico complesso, legato ai fatti di Minneapolis che hanno scosso l’America e il mondo intero, rendendo quel nome problematico in un contesto pubblico e istituzionale. Da qui la decisione di ripensare l’identità della casa olimpica americana, optando per una denominazione più inclusiva e neutra.

Il dibattito sul nome

A contribuire a questa riflessione è stato anche Filippo Bartolotta, wine educator e ambasciatore del vino italiano, vero deus ex machina dell’ingresso delle etichette italiane nella club house della delegazione Usa a Milano Cortina. L’esperto ha fatto presente agli organizzatori come quel nome, oggi, avrebbe potuto creare difficoltà anche ai brand coinvolti, aprendo un confronto che nel giro di pochi giorni ha portato al cambio ufficiale in Winter House.