“Sinner rimane più che mai in questa conversazione e non dobbiamo essere vittime del momento. Avranno questo confronto e questa rivalità per sempre. Carlos è fenomenale e in questo momento è davanti. Forse potrebbe finire con 15 slam che è una cosa folle da dire ma Sinner ne può vincere 8. Non credo sia una cosa dell’uno contro l’altro ma dell’uno con l’altro. La loro rivalità li spingere a continuare a migliorare e ci saranno momento in cui attraversano anche alti e bassi”. Le parole di Andy Roddick arrivano come un invito alla calma dopo la sconfitta di Jannik Sinner agli Australian Open. Il k.o. contro Novak Djokovic a Melbourne ha lasciato il segno, soprattutto perché ha spento il sogno di un possibile “tris” e ha riacceso il confronto diretto con Carlos Alcaraz, oggi considerato da molti il riferimento della nuova generazione.

La delusione per l’uscita di scena dell’azzurro non riguarda solo il risultato in sé, ma anche alcuni numeri che continuano a tornare. In particolare, colpisce la difficoltà di Sinner quando i match si allungano oltre i limiti della resistenza: quando le partite superano le 3 ore e 50 minuti, il bilancio è di otto sconfitte su otto incontri. Dall’altra parte della rivalità, Alcaraz sembra invece esaltarsi nelle maratone, con dodici vittorie e una sola sconfitta in situazioni analoghe.