L’ennesima vittoria di Jannik Sinner, arrivata nell’ultimo Masters 1000 di Miami, continua a lasciare senza parole anche chi, di tennis, ne ha visto davvero tanto. Tra questi c’è Andy Roddick, che nel suo podcast ha fotografato il momento dell’azzurro con un’immagine tanto semplice quanto efficace: "Sinner è un algoritmo. Si aggiorna, si evolve, non ha mai un passaggio a vuoto. È incredibile, è un giocatore decisamente migliore rispetto a settembre dello scorso anno. Ed era già straordinario".

Parole che rendono bene l’idea di quanto il numero uno del mondo stia alzando l’asticella settimana dopo settimana. Non è solo una questione di risultati — quattro titoli consecutivi parlano già da soli, oltre alla vittoria degli ultimi cinque Masters 1000 (nessuno come lui) — ma di crescita continua, quasi chirurgica. "È assurdo pensare ai miglioramenti di Sinner rispetto a quattro anni fa, ora è totalmente completo — ha proseguito lo statunitense — Poteva limitarsi a picchiare da fondo e avrebbe vinto altri cinque Slam. Ora ha migliorato il servizio, ha aggiunto la palla corta presa da Carlos, gioca il rovescio in back. Ha tutte queste opzioni e non deve nemmeno usarle tutte".

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