Paolo Cané non usa filtri quando parla di Jannik Sinner e parte da una sensazione netta: “Io però non l’ho visto benissimo — dice in una intervista a Fanpage — mi è sembrato molto giù, triste”. È l’immagine che gli è rimasta addosso dopo la semifinale persa con Djokovic agli Australian Open, una sconfitta che secondo l’ex azzurro nasce soprattutto da una scelta sbagliata: “Secondo me Sinner ha sbagliato la tattica, ha giocato troppo veloce, gli ha dato troppo ritmo”. E insiste: “Se ti metti a fare solo pallate, perdi tre set a zero. Perché lo fai giocare comodo, quasi da fermo”.

Cané non mette in discussione il valore di Jannik, anzi. Ricorda che “Sinner non ha giocato al 100%”, che “le aspettative su di lui sono enormi” e che “è normale avere qualche passaggio a vuoto”. Ma individua un punto chiave: “Pochissime discese a rete, palle break non sfruttate. A quel livello sbagli e vai a casa”. E aggiunge un dettaglio che pesa: “Sulle distanze molto lunghe, oltre le quattro ore, nei cinque set non ha mai portato a casa una partita”.

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