“Troppe chiacchiere su Jannik Sinner”. Lo sfogo è quello di Paolo Cané, intervistato da Fanpage per analizzare la stagione dell’altoatesino, nuovamente numero uno al mondo alla vigilia delle Finals di Torino, eppure criticato per la sua scelta di non partecipare alla Coppa Davis.

L’ex-tennista afferma: “Nell’ultimo anno ho fatto pochissime interviste, pochissime cose. Ho detto due parole su Sinner quando mi hanno chiesto della Davis, in un’intervista di dieci giorni fa. Ho detto: ‘Al limite, se non va in Davis e rinuncia, diamogli una nota sul diario. Insomma, come si faceva a scuola quando dimenticavi l’astuccio' (ride, ndr). Alla fine il ‘prodotto Sinner' dà la possibilità a tutti di parlare di tennis e a me questa cosa non piace. Perché poi molti ne parlano male e sfruttano il suo nome per dire cose negative, quando invece bisognerebbe parlarne solo bene".

"La sua - sottolinea il bolognese - è stata una scelta. Poi dicono che lo sapevano già da un anno… sono scelte sue, cosa gli vuoi dire? E meno male che poi gli danno contro e lui vince tutte le settimane. Pensa se perdesse al primo turno, cosa gli farebbero, cosa gli direbbero!”.

Sulla vittoria di Sinner a Parigi, invece, Cané commenta così: “Era molto stanco a Parigi, ha stretto i denti perché era un appuntamento importante. Vuole mettere fieno in cascina, fare tanti punti sapendo che poi ne perderà a Torino. Ma finendo numero due, numero uno o numero quattro… cosa gli cambia? I suoi obiettivi per il prossimo anno restano sempre gli Slam. Di preparazione ci sono i Masters 1000 e la cosa più importante è che stia bene fisicamente".