Un esercizio tecnico interessante e originale, che però non ebbe seguito nella produzione di serie, è quello che fece Opel nel 2006 installando un impianto a GPL sulla Opel Zafira OPC, ovvero la variante ad alte prestazioni della monovolume tedesca. In quegli anni la Casa di Russelsheim aveva una versione a GPL su tutti i modelli della gamma e anche la sigla Opel Performance Center si trovava su diversi modelli. La Zafira OPC bi-fuel era spinta da un 4 cilindri 2.000 turbo benzina da 240 CV e aveva un cambio manuale a 6 marce grazie a cui raggiungeva i 100 km/h con partenza da fermo in 7,8 secondi e una velocità massima di 231 km/h. Quanto alla dinamica di guida, erano di serie gli ammortizzatori CDC a controllo elettronico e i freni a disco maggiorati con pinze verniciate nel classico blu OPC.
L’impianto a GPL era stato realizzato da Landi Renzo di Reggio Emilia ed era del tipo a iniezione sequenziale multipoint; era un sistema avanzato che consentiva una corretta gestione dell'alimentazione del motore e garantiva il controllo delle emissioni, ottimizzando i consumi in ogni condizione di utilizzo. Per ragioni di sicurezza, la bombola era dotata di un dispositivo che impediva di riempirla oltre l‘80% della sua capacità massima. Alloggiato nella parte posteriore della Opel Zafira, nella zona solitamente riservata alla gomma di scorta, il serbatoio di GPL conteneva circa 50 litri di carburante. In questo modo la capacità originale del bagagliaio non risultava condizionata dalla sua presenza e non era necessario modificare il serbatoio della benzina. Al cliente era poi offerta poi la possibilità di sostituire la ruota di scorta con un kit ripara-gomme oppure di montare quattro pneumatici run-flat.






