“Innanzitutto sto abbastanza bene. Almeno di testa perché ripensando a quello che è successo mi rendo conto che le conseguenze potevano essere molto più gravi”. Emil Audero torna a parlare a distanza di due giorni dall’episodio del petardo che gli è scoppiato a pochissimi metri di distanza durante Cremonese–Inter, match terminato 0-2 per i nerazzurri. Al 48esimo del secondo tempo infatti dal settore ospiti è arrivato un petardo, lanciato da un tifoso dell’Inter poi individuato ed espulso dal club di appartenenza. Audero è subito caduto a terra, stordito e con problemi all’orecchio e al ginocchio.

“Domenica ho avuto una botta molto forte all’orecchio e sul ginocchio destro: tra calzettone e pantaloncino mi bruciava la pelle, mentre sull’orecchio ho sentito una botta forte. E andrò a fare esami per controllare che non ci sia niente di danneggiato”, ha spiegato il portiere grigiorosso a La Gazzetta dello Sport. “È una roba che fatichi a digerire, perché pensi che per la dinamica che c’è stata poteva andare peggio“, ha spiegato Audero. Il portiere ammette di aver provato “una sensazione di vuoto morale che non avevo mai provato in vita mia. Mi sono sentito scarico e mi sono chiesto perché sto giocando ancora, perché sono in campo?”.