Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

L’europarlamentare di Avs, pur condannando il pestaggio con il martello, ha messo sullo stesso piano gli interventi di ordine pubblico con la violenza antagonista

Ci è voluto del tempo, oltre 48 ore, ma alla fine anche Ilaria Salis è riuscita a dire la sua sui fatti di Torino di sabato. Chi si aspettava una netta presa di posizione da parte dell’europarlamentare di Avs è rimasto deluso ma probabilmente nessuno pensava che accadesse. Anche Salis si schiera dalla parte di quelli che condannano (solo l’aggressione al poliziotto, beninteso) sempre con quel “ma”, in nome del benaltrismo che ormai permea quasi tutti i discorsi di chi è legato a quella sinistra radicale e non vuole perdere le sue simpatie per evitare di disperdere un buon bacino elettorale.

“Partiamo dal buco nero di questi giorni, dall’episodio del martello, da cui prendo le distanze. Detto ciò, sia chiaro: in uno stato di diritto, il potere politico deve restare nettamente separato da quello giudiziario”, scrive Salis. Cosa intende? Lo spiega dopo quando attacca frontalmente il premier affinché, dice lei, “si tolga le vesti del Magistrato ed eviti di suggerire come debba essere qualificato un eventuale reato. Si concentri sul suo lavoro ché, visto come vanno le cose in questo Paese, mi pare ci sia molto ma molto da fare”. La “colpa” di Meloni è quella di aver chiamato “tentato omicidio” l’aggressione con il martello al poliziotto: ma se non è tale, come si potrebbe definire in un Paese civile serio? Ovviamente non in un Paese dove gli antagonisti e una certa sinistra equiparano uno sfollagente in gomma in uso alle forze dell’ordine con un martello da carpentiere impiegato contro gli agenti.