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Ultimo aggiornamento: 13:12
“Sia ben chiaro: il problema non sono i 2 euro in sé, anzi 2 euro sono nulla per chi programma un soggiorno a Roma, avrebbero potuto anche essere 5. Il problema fondamentale del ticket introdotto per la Fontana di Trevi è che si tratta di un luogo pubblico e aperto. Per questo non è affatto vero che il biglietto gioverà ai romani (che non pagano), al contrario sono i romani che stanno rinunciando a una piazza che sarà completamente deturpata e snaturata. È un precedente pericolosissimo, si chiude uno spazio pubblico in funzione dei turisti, cioè si ragiona sugli spazi pubblici in funzione dei turisti e non dei romani. Ce ne rendiamo conto?”. Isabella Ruggiero è presidente di AGTA, Associazione Guide Turistiche Abilitate, il più grande sindacato di guide turistiche a Roma e critica aspramente la decisione del Comune di Roma. “Inoltre”, aggiunge, “quella è un’opera barocca, che si regge sulla compenetrazione tra la piazza e la fontana, se tu le dividi uccidi l’opera stessa. La magia del barocco sta proprio in questo, nel fatto che tu cammini e quasi entri dentro la fontana, è questa la meraviglia, l’assenza del confine tra realtà e opera d’arte, il rapporto tra natura e artificio. Di questo passo allora potranno chiudere la scalinata di piazza di Spagna o Piazza Navona e chissà se poi rimarranno sempre gratuite per i romani” (leggi l’inchiesta di MillenniuM sulle forme di resistenza contro l’overtourism).













