A Milano il livello della tensione è salito enormemente. Tre fermati in quattro giorni, una sequenza di allarmi ignorati, un uomo che vaga per Milano tra bastoni, minacce e crisi psichiatriche. Poi i colpi di pistola. La storia di Liu Wenham, 30 anni, cinese irregolare, raccontata dal Corriere della Sera, è il riassunto perfetto di una città che intercetta il pericolo, lo segnala, ma alla fine lo rimette puntualmente in strada.
La cronologia criminale è impressionante. Prima il tentativo di furto di un cacciavite. Poi la segnalazione per le minacce ai passanti con “due pezzi di manici di scopa sventolati come nunchaku (arma tradizionale asiatica, ndr)”. Infine l’aggressione a una guardia giurata in stazione Centrale. In mezzo, anche “un rapido passaggio in un reparto psichiatrico”. Ogni volta un controllo, una denuncia, una riga in più nello Sdi (Sistema d’indagine, ndr). E ogni volta le porte della libertà che si riaprono dopo poche ore. I gesti di Liu classificati dalla polizia come “episodi mai così gravi da far scattare un arresto”, più legati al disagio psichiatrico che alla criminalità organizzata.
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