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Nonostante sanzioni e isolamento, la Russia continua a esportare armi per miliardi, usando il mercato militare come leva economica e politica
Nel bel mezzo delle tensioni geopolitiche, e colpita dalle sanzioni occidentali, la Russia continua a mantenere attivo uno dei suoi motori economici più sensibili: l’export di armi e armamenti di vario genere. Le cifre sono emblematiche. Nel corso del 2025, Mosca ha incassato oltre 15 miliardi di dollari dalla vendita di sistemi militari a più di 30 Paesi, una somma ingente che racconta molto più di un semplice successo commerciale. A confermarlo è stato lo stesso Vladimir Putin durante una riunione della Commissione per la cooperazione militare-tecnica con gli Stati esteri, sottolineando come il settore abbia resistito alle “pressioni senza precedenti” esercitate dall’Occidente per isolare l’industria bellica di Mosca. Le esportazioni di armi, oltre a essere fonte di valuta pregiata, rappresentano infatti uno strumento di influenza politica, una leva diplomatica e un modo per mantenere in vita un complesso militare-industriale messo sotto stress dalla guerra in Ucraina.






