VIGONZA - Quali fossero le intenzioni di un trentenne bengalese che ha "agganciato" una bambina di 12 anni, al momento nessuno è in grado di saperlo, ma il terrore che ha provocato non solo a Vigonza, ma anche negli altri comuni della cintura urbana è stato enorme.
Tutto è iniziato l'11 dicembre scorso quando la bambina all'uscita di scuola è stata avvicinata da uno sconosciuto arrivato in sella ad una bicicletta elettrica. Quest'ultimo, con fare cordiale, le ha donato dei dolcetti e una boccetta di profumo e le ha chiesto il numero di telefono.
La bambina spaventata, ma non remissiva, ha avuto un colpo di genio. Per evitare momenti di tensione con lo sconosciuto gli ha fornito il numero di cellulare, ma invece di dargli il suo, gli ha dettato quello di suo padre. Una volta tornata a casa comunque sotto choc ha subito raccontato alla madre la brutta avventura che le era capitata. Alla mamma ha raccontato per filo e per segno ogni istante di quel brutto incontro riferendo anche che l'uomo, identificato poi in un trentenne del Bangladesh, le avrebbe anche messo le mani addosso. La vicenda, che poteva sembrare un'invenzione adolescenziale, si è manifestata in tutta la sua drammaticità il giorno seguente quando la giovane studentessa all'uscita di scuola ha rivisto l'uomo misterioso che dalla sua bicicletta la stava cercando.







