In un momento in cui il vino italiano si trova al centro di un dibattito sempre più complesso – tra sostenibilità economica, percezione sociale e ruolo culturale – il Tavolo del Vino riunito oggi (lunedì 2 febbraio) al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) ha segnato un passaggio significativo nel rapporto tra istituzioni e filiera. Non solo una verifica tecnica delle misure attivate, ma il tentativo esplicito di ricomporre una visione condivisa sul futuro del settore vitivinicolo italiano, riconosciuto come asset strategico del Paese, economico e identitario insieme.
Nel corso dell’incontro il ministero ha fatto il punto sulle misure messe in campo negli ultimi mesi: dall’intervento sui vini dealcolati alla revisione delle quote di finanziamento per gli investimenti, portate al 60%, fino ai risultati dell’Ocm Vino, che ha visto soddisfatte tutte le domande presentate dalla filiera. Un bilancio giudicato positivo anche sul fronte della promozione internazionale, con risorse complessive che si avvicinano ai 100 milioni di euro e una presenza rafforzata nei principali mercati esteri. Accanto a questi strumenti, è stato ribadito l’impegno sulla semplificazione amministrativa e sulla digitalizzazione delle procedure, insieme al rafforzamento dei controlli contro le sofisticazioni, a tutela del consumatore e della reputazione del vino italiano nel mondo.






