Le Olimpiadi di Milano Cortina devono essere una occasione di pace in un «tempo così difficile»: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso al teatro alla Scala con cui ha dichiarato aperta la 145/a sessione del Comitato olimpico internazionale, ha domandato con forza, anzi con «ostinata determinazione» una tregua, consapevole che, la «violenza, da chiunque praticata, genera altra violenza».

«Chiediamo, con ostinata determinazione, che la tregua olimpica venga ovunque rispettata. Che la forza disarmata dello sport faccia tacere le armi» ha detto il presidente citando una frase di Martin Luther King: «Dobbiamo essere la pace che desideriamo vedere nel mondo».

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Il Capo dello Stato - alla presenza fra gli altri del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, della vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli, del ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, dei governatori di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Alberto Stefani, di Luca Zaia, del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e di membri del Cio come Alberto di Monaco e Jean Todt - ha ricordato che i Giochi sono «un grande evento globale che lancia un messaggio al nostro tempo così difficile. Le guerre, le lacerazioni alla serenità della vita internazionale, gli squilibri, le sofferenze recano oscurità e feriscono le coscienze dei popoli».