«Citius, altius, fortius, communiter: più veloce, più in alto, più forte, insieme». Alla cena coi capi di Stato alla Fabbrica del vapore di Milano, a una manciata di ore dalla cerimonia che darà il via ai Giochi invernali, Sergio Mattarella prende in prestito l’insegnamento del motto olimpico per trarne una lezione sulla convivenza internazionale. «Quelle parole», dice l’inquilino del Colle ai vertici del Cio e ai rappresentanti di decine di Paesi arrivati da tutti gli angoli del mondo, «non sono soltanto un programma sportivo», ma «dovrebbero essere, sono, un programma cui dovrebbero ispirarsi tutti i governi del mondo nelle relazioni tra di loro».
È un discorso breve, quello del capo dello Stato, ma incisivo. Tanto più perché ad ascoltarlo ci sono due membri di spicco dell’amministrazione trumpiana, il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Alle cui scelte in politica estera Mattarella nelle settimane e nei mesi scorsi non ha risparmiato note quantomeno di perplessità, seppur espresse sempre indirettamente, specie sul capitolo Groenlandia.
Mattarella li saluta entrambi prima della cena (menù: paccheri alla Vittorio, una rivisitazione della cotoletta alla milanese con patate allo zafferano e tiramisù), così come stringe la mano agli altri ospiti, tra cui i reali d’Olanda, il presidente albanese, quello svizzero e quello polacco, l’emiro del Qatar. Assente invece Emmanuel Macron: l’inquilino dell’Eliseo, che oggi avrebbe dovuto sedere accanto a Vance, alla fine preferisce disertare e manda a Milano il suo ministro dello sport. A tavola il capo dello Stato prende posto di fianco alla figlia Laura e al presidente del Coni Luciano Buonfiglio, di fronte alla presidente del Comitato olimpico Kirsty Coventry e al numero due della Casa Bianca. Proprio il vicepresidente Usa, come anticipato dal Messaggero, oggi a colazione avrà un colloquio in prefettura con Giorgia Meloni e Antonio Tajani insieme a Rubio. E il menù, è facile immaginare, in questo caso sarà ricco di dossier internazionali, dall’Ucraina al board per Gaza.











