Nairobi - La piazza africana degli eurobond, le 0bbligazioni in valuta estera, era rimasta deserta per quasi due anni. Le emissioni sono riprese nel 2024 e continuate nel 2025, fra boom di sottoscrizioni e rendimenti oltre la doppia cifra. Ora potrebbero esplodere su nuovi volumi nel 2026, a giudicare dal ritmo ingranato in quattro settimane.
I governi del Continente hanno inaugurato l’anno con una sequenza fittissima di operazioni annunciate o già avviate sui mercati del debito, lungo una scia di operazioni che rimbalza fra le 55 economie africane. Il Benin ha rotto il ghiaccio con una raccolta da 850 milioni di dollari, ripartita fra i 500 milioni di dollari incassati con un sukuk (i “bond” islamici) e i 350 milioni collocati con la riapertura di un titolo in scadenza nel 2038, incassando una domanda da 7 miliardi di dollari.
Il Camerun si è riaffacciato sull’obbligazionario per la prima volta dal 2024 con il collocamento di un bond quinquennale da 750 milioni di dollari, il primo nell’ottavo mandato del leader ultranovantenne Paul Biya. L’Angola sta studiando un collocamento da 1,7 miliardi di dollari entro l’anno, mentre il Kenya valuta un’emissione da 2 miliardi di dollari in tempi rapidi e la Repubblica democratica del Congo prospetta il (suo) gran debutto entro il primo semestre: Kinshasa ambisce a vendere circa 750 milioni di debito in aprile, la prima obbligazione in valuta estera nella storia del principale produttore mondiale di cobalto.







