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2 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:47
A Bruxelles la macchina della Commissione tenta di mettere a tacere gli allarmi sul rischio di una nuova dipendenza energetica del Vecchio continente: stavolta dal gas importato a caro prezzo dagli Stati Uniti, alleato sempre più scomodo e minaccioso. Oltre a molti analisti, nei giorni scorsi anche due commissari europei – tra cui la vice di Ursula von der Leyen, Teresa Ribera – hanno messo esplicitamente in guardia contro il pericolo di sostituire il gas russo con nuove vulnerabilità geopolitiche. Una lettura evidentemente sgradita, tanto che una portavoce dell’esecutivo Ue è intervenuta per “tamponare” e ridimensionare il paragone: “Le importazioni di gas naturale liquefatto statunitense non possono essere paragonate alla dipendenza che avevamo” dal gas russo “prima della guerra” in Ucraina, ha garantito. L’intervento, arrivato nel giorno della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del regolamento per lo stop graduale alle importazioni di gas e gnl dalla Russia, pare una smentita delle parole del commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, e della vicepresidente esecutiva e commissaria alla concorrenza Ribera.







