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17 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 19:42

La Commissione Ue tenta ancora una volta di accelerare sulla strada dell’indipendenza energetica, con una proposta legislativa che punta a mettere fine alle importazioni di gas e petrolio dalla Russia entro la fine del 2027. Dal 1° gennaio 2026, stando alla tabella di marcia, sarà vietato firmare nuovi contratti con fornitori russi, mentre entro un anno dovranno cessare tutti gli accordi a breve termine ancora in vigore ed entro il 31 dicembre 2027 scatterà il blocco totale anche per i contratti a lungo termine. L’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen intende così azzerare le importazioni che nel 2024 sono ammontate a 54 miliardi di metri cubi di cui due terzi tramite gasdotto e il resto in Gnl (gas naturale liquefatto). È prevista una deroga parziale per i Paesi senza accesso al mare come Ungheria e Slovacchia, che però dovranno preparare piani di diversificazione per eliminare gradualmente tutte le importazioni residue con l’obbligo di porvi fine entro il 2027. Non è bastato per evitare l’ennesima spaccatura: il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, ha parlato di “grave violazione della sovranità nazionale”, sottolineando che la politica energetica rimane di competenza esclusiva degli Stati membri secondo i trattati europei.