Una nebbia spessa avvolge cosa realmente possiamo aspettarci dalle disposizioni per la salute degli italiani contenute nella Legge di Bilancio 2026. Le molte e gravi tragedie di questo inizio anno, come è ovvio, hanno occupato tutto lo spazio pubblico. E il Governo ne ha approfittato per diffondere una narrazione fumosa e levantina di ciò che la legge prevede. Un tipo di narrazione a cui questo governo ci ha abituati: affermazioni vaghe nutrite di numeri spuri altrettanto vaghi senza specificarne i confini.
Niente soldi, né medici, né assistenza
Quando leggiamo, ad esempio, che per il personale sanitario ci sono soldi contanti a disposizione come indennità, manchiamo di leggere che, in realtà, non ci sono; e ci saranno, forse, a firma del contratto di lavoro del settore che è ben lontana dal concludersi.
Quando leggiamo che le risorse per il Ssn sono aumentate di 6,3 miliardi fino a portare il finanziamento complessivo a 142,9 miliardi di euro per il 2026, non leggiamo che si tratta di un misero 6,15% del PIL, tra i più bassi in Europa e ben inferiore a quel già misero 6,4 del 2025.
Quando leggiamo di una grande attenzione per il sociale sanitario con un fondo per i care giver (che comunque a oggi è vuoto almeno fino al 2027), uno per l’Alzheimer, uno per la salute mentale, non leggiamo che si tratta di un pugno di milioni in tutto, mentre si privano i Comuni di circa 3,2 miliardi di euro complessivi con ciò impedendo qualunque azione socio-sanitari da parte dei soggetti che la legge incarica a questo scopo, i Comuni appunto.






