PADOVA - «Erano tanti, ci attaccavano da più punti. Ci lanciavano i coperchi in ghisa dei tombini, bombe carta, materiale pirotecnico. Un inferno». Pierpaolo Corda, sovrintendente della Polizia di Stato, risponde dopo due giorni di battaglia nel centro di Torino. È il caposquadra di Alessandro Calista e ha 56 anni, di cui oltre la metà trascorsi nelle fila del Reparto mobile di Padova.

La Celere. Dunque lui, che è anche segretario regionale veneto del sindacato Fsp, guidava il drappello di dieci poliziotti attaccato ferocemente da un gruppo di anarchici e Black bloc in corso Regina Margherita. «Ma la cosa importante è che anche stavolta torniamo tutti a casa. Anche Alessandro e Lorenzo».

Corda, per quale motivo Calista era da solo e non insieme a voi?

«Stavamo cercando di gestire tre persone fermate. Alessandro era davanti a noi per contenere chi ci voleva attaccare frontalmente. Improvvisamente da una specie di boschetto sono uscite circa cinquanta persone. Lui ha provato a scappare ma è scivolato. Il resto è ciò che tutti avete visto nel video».

Dunque eravate in corso Regina Margherita?