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Ultimo aggiornamento: 7:43
Lo stipendio della busta paga di gennaio potrebbe essere più basso: si corre il rischio, infatti, di dover restituire i bonus ricevuti in busta paga nel corso del 2025. Il datore di lavoro potrebbe trattenere tutto o parte dell’importo che è stato erogato. Ad inizio anno scattano le operazioni di conguaglio fiscale, destinate a concludersi il 28 febbraio: stiamo parlando, in altre parole, delle verifiche sul reddito dei lavoratori dipendenti, che determinano il diritto o meno ad accedere alle varie agevolazioni, come il trattamento integrativo (anche conosciuto come ex bonus Renzi).
Le operazioni di conguaglio fiscali impongono ai sostituti d’imposta di verificare il rispetto dei limiti di reddito dei lavoratori per riconoscere loro, direttamente in busta paga, l’accesso ai vari bonus. Queste attività sono partite nel corso del mese di dicembre: a gennaio, però, si è entrati nel vivo delle operazioni. A finire sotto la lente d’ingrandimento sono i redditi effettivi che sono stati erogati lo scorso anno, che devono essere raffrontati con i limiti imposti dalla legge per accedere alle varie misure che riducono la pressione fiscale sui dipendenti.






