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Il nodo, ancora una volta, è quello dei territori. Zelensky lo ha detto senza giri di parole: la questione del Donbass non può essere risolta da soli gruppi tecnici
Abu Dhabi si prepara a diventare, per quarantott'ore almeno, il centro di gravità di una guerra che rifiuta di farsi addomesticare dalla diplomazia. Il 4 e 5 febbraio, negli Emirati, è in programma il secondo "match" negoziale tra Russia e Ucraina: un confronto annunciato come trilaterale, ma con la presenza degli Stati Uniti tutt'altro che scontata, sospesa tra prudenza strategica e ambizione di regia globale. Ad annunciare le date è stato Zelensky, con il linguaggio asciutto dei comunicati che cercano di tenere insieme realismo e speranza. "La nostra attività di politica estera sarà molto seria a febbraio e a partire da oggi avremo contatti e incontri. Spero che la parte americana continui a rimanere attiva, in particolare per quanto riguarda la de-escalation". Parole pesate, che suonano come un invito ma anche come un avvertimento: senza passi concreti, Abu Dhabi rischia di restare l'ennesima cartolina diplomatica.






