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Da Elio Germano, in tribunale per aiutare gli okkupanti, al professor Barbero che definisce "ricchezze cittadine" i centri sociali. Ecco chi fornisce gli alibi ideologici

Una volta i maestri erano cattivi; ora sono molto peggio. Sono stupidi. Sono quelli che nonostante la lezione sporca di sangue della Storia non vogliono capire il confine tra eversione e opposizione, o lo capiscono ma non hanno paura di valicarlo. Sono quelli che quando parlano, per metà frase prendono le distanze dalla violenza e per l'altra metà la allattano. Sono i mandanti morali, quelli che concimano il clima d'odio, che forniscono gli alibi ideologici, che non gettano neanche il sasso, lasciano che lo facciano gli altri, e poi gli stringono la mano. Sono i bravi professorini che giustificano ogni azione criminale dei loro alunni.

Il procuratore generale di Piemonte e Valle d'Aosta, sabato, subito dopo i fatti di Torino, ha parlato delle "piazze usate come strumento di lotta con la benevola tolleranza della upper class", cioè l'intellighenzia che coccola i ragazzi che sbagliano per non perderne l'appoggio politico. E la cosa divertente è che la sinistra di salotto e di potere si è subito scandalizzata. E sui social ha starnazzato: "Sono accuse gravi! Fuori i nomi di chi difende i violenti!" Senza accorgersi che i nomi sono i loro. Giornalisti, opinionisti, scrittori, cantanti, attori, fumettari e politici d'avanspettacolo televisivo.