SARMEDE (TREVISO) - C'è un italiano che in Albania è più popolare di Giorgia Meloni. Se il presidente albanese Edi Rama si è platealmente inginocchiato davanti alla premier, per lui s’è inchinato l’intero popolo albanese. Gli ha conferito la cittadinanza onoraria con tanto di passaporto diplomatico, lo ha proclamato dottore ad honorem in Scienze Sociali e anche dottore “per la promozione della Nazione Albanese attraverso il calcio”. Lo stesso Rama ne ha ufficialmente lodato “la forza per rialzarsi insieme nella strada verso il sogno”.

Questo italiano, in un momento particolare della vita degli albanesi, ha ridato loro dignità col gioco del pallone. Gianni De Biasi, 70 anni, trevigiano di Sarmede, per la prima volta nella storia ha portato l’Albania agli Europei di calcio e strada facendo si è preso la soddisfazione, anche questa storica, di battere il Portogallo di Cristiano Ronaldo, poi campione d’Europa, e in amichevole pure la Francia di Deschamps.

La sua è una storia che sa di calcio italiano di ieri e di oggi, di campetti dell’oratorio, di ragazzini di talento che le grandi squadre cercavano in ogni angolo della provincia. Di presidenti che si preoccupavano personalmente dei ragazzini del vivaio. Poi di una crescita tanto rapida da perdere per strada i sentimenti e da affidarsi a procuratori e multinazionali. La storia di un centrocampista con più di 400 presenze tra i professionisti. La storia di un allenatore panchina d’oro, due volte Cavaliere per meriti sportivi, e per anni tra i primi dieci allenatori del mondo.