Alarico Rossi, qui ai Campionati europei, ha concluso la sua lunga esperienza come capo match analyst della Nazionale di calcio albanese, cui era approdato dopo tante esperienze nel calcio dilettanti e giovanile italiano, approdando poi al LivornoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciHa scelto un lungo ed emozionato post su Facebook, per concludere la sua lunga esperienza in Albania, capo match analyst della nazionale con cui ha condiviso un percorso che si è snodato in 87 partite, ma anche in un complesso lavoro a servizio della Federazione calcistica. Mi hai accolto come ospite; me ne vado come membro della tua famiglia. Sono onorato di aver vissuto tutto questo. Spero di lasciarmi alle spalle un posto migliore di quello che ho trovato", è il saluto di Alarico Rossi all’Albania. Qui ha trascorso la parte più rilevante, fino a questo momento, di una carriera che si è tradotta in lunghissimo viaggio. Dai Piccoli Delfini - per lui, ondaiolo, tappa obbligata - all’Asta Taverne, da San Gimignano alla Grevigiana, dalle giovanili del Pisa al Livorno, dove l’incontro con Christian Panucci è poi la leva per seguirlo in Albania, dove resterà anche dopo il suo addio.
Ora il momento dei saluti è arrivato proprio per Rossi, che ancora non anticipa nulla sul suo futuro (ma di certo le offerte non mancheranno, visto l’elevato profilo di specializzazione), ma si affida ai numeri per tracciare un bilancio: 3.238 giorni in Albania, 87 partite della nazionale, 34 delle quali vinte. "Ringrazio il presidente Armand Duka – sottolinea Rossi – per avermi dato l’opportunità di lavorare con e per 119 giocatori, 53 dei quali ho visto debuttare in Nazionale; 4 allenatori; 21 professionisti tra cui membri dello staff tecnico, team manager e medici; 11 fisioterapisti; 17 responsabili kit; 5 capi delle relazioni pubbliche e tutte le rispettive squadre; e 12 milioni di albanesi in tutto il mondo".








