È nato il 4 luglio, come il Ron Kovic interpretato da Tom Cruise dell’omonimo film. Ma lui è venuto al mondo qualche anno dopo, nel 1964. Per Giorgia Meloni si è inginocchiato e ha realizzato un foulard. Ma lui è di sinistra. Una sinistra concreta, però. Seppur cosmopolita e colta. Per esempio sostiene una gestione pragmatica dell’immigrazione e ha collaborato attivamente con l’Unione europea e con l’Italia per contenere e gestire i flussi.

L’afa dà alla testa: la Cgil sposa la campagna di Greenpeace che propone di caricare sulle industrie fossili «le misure necessarie a proteggere i lavoratori dagli impatti che hanno contribuito a provocare».

Che si fa con questo caldo? Accendiamo il condizionatore, ovvio, altrimenti rischiamo di restarci secchi. Ma a sinistra e in Europa purtroppo non la pensano così, perché ubriachi di ideologia rossoverde prospettano altre soluzioni, tutte destinate a condannarci a una brutta fine. Per quanto riguarda i condizionatori, l’Europa non vuole, perché il suo obiettivo non è farci stare al fresco, bensì ridurre le emissioni di CO2. Lo ha fatto chiaramente intendere il commissario Ue al clima, l’olandese Wopke Hoekstra, quel bel tipino che anni fa, durante la pandemia, si oppose alla concessione di aiuti europei per il Covid a Italia e Spagna, riuscendo perfino a suscitare l’indignazione del primo ministro portoghese Antonio Costa, il quale definì il suo discorso disgustoso e meschino.