Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Il cooperante detenuto in Venezuela per oltre un anno e liberato lo scorso 12 gennaio ospite a Che tempo che fa
"Verso gennaio dell'anno scorso, senza tanti giri di parole, il direttore del carcere ci ha detto che eravamo delle pedine di scambio. L'ha detto a tre detenuti, altri tre stranieri, due spagnoli e un ceco, che ce l'hanno riferito". Lo ha detto Alberto Trentini, il cooperante detenuto in Venezuela per oltre un anno e liberato lo scorso 12 gennaio, ospite a "Che tempo che fa.
"Quando ci siamo resi conto che non c'era stata la convalida dell'arresto e che tantissimi stranieri, eravamo quasi 92, messi negli stessi padiglioni e tutti avevano delle storie simili", ha raccontato. E poi ha aggiunto: "Più che altro si prova diciamo stupore e disperazione perché non sai per cosa verrai scambiato, quando verrai scambiato, se la trattativa funzionerà, se ci vorrà molto tempo. Ci illudevamo che anche se eravamo pedini di scambio ci sarebbero fatti i scambi più veloci, ma erano tutte illusioni nostre, illusioni che ci creavamo da soli".









