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Interessi, sanzioni e oneri di riscossione, ecco dove possono intervenire gli Enti locali

Stando a quanto definito dalla legge di bilancio, i Comuni avranno una certa autonomia per quanto concerne le definizioni agevolate, quindi sulle procedure che consentono di chiudere i debiti iscritti a ruolo: una rottamazione che potrà riguardare ad esempio Tari, Imu, multe o servizi come gli asili nido e le mense scolastiche, sempre che tale intervento non incida in modo negativo sulla sostenibilità finanziaria. A vigilare saranno revisori dei conti codiuvati dalle relazioni tecniche redatte dall'Ente locale nelle quali verranno definiti con delle stime i tassi di adesione, i potenziali incassi e infine l'impatto che l'operazione nel suo complesso avrà sul bilancio.

Le linee guida sono state tracciate dall'Istituto per la finanza e l'economia locale (Ifel) dell'Anci, dalle quali si evince che i Comuni non potranno intervenire sulla rottamazione di quei debiti fiscali già in carico all'agenzia delle Entrate Riscossione. La definizione agevolata riguarderà pertanto Imu, Tari, Canone unico patrimoniale, oneri di urbanizzazione, tariffe scolastiche, rette degli asili nido e multe stradali, qualora esse siano gestite e riscosse in modo autonomo. Come detto si tratterà di un intervento limitato alla cancellazione o alla riduzione di interessi, sanzioni e oneri di riscossione, ma non sulla quota capitale, che dovrà essere integralmente esatta.