Il gruppo Illy mette mano in profondità alla propria architettura societaria, blindando la governance dopo le diatribe passate ed estendendo il raggio del business. L'assemblea straordinaria del 27 novembre scorso svoltasi a Trieste davanti al notaio Giuliano Carsi, ha approvato una revisione estesa dello statuto intervenendo su 13 articoli e cancellandone uno, con l'obiettivo di «semplificare la governance della società che attualmente è posseduta da un unico azionista», Holding Illy spa di Andrea e Anna Illy con quote paritetiche.
Filo conduttore dell'operazione è la razionalizzazione: meno complessità formale, maggiore allineamento tra assetto proprietario e regole di funzionamento.
Il primo tassello riguarda l’articolo 5 dedicato all’oggetto sociale, dove il punto relativo alle partecipazioni viene «meglio specificato». La holding può assumere partecipazioni in filiere strategiche, imprese, società, enti, consorzi ed associazioni nei settori alimentari e dei beni di largo consumo, includendo quelli affini e complementari».
Accanto all’attività di holding, viene ribadito il ruolo di supporto finanziario e operativo al gruppo: dal finanziamento alle società controllate e collegate alla prestazione di servizi di consulenza e assistenza in ambito commerciale, amministrativo, strategico, finanziario e giuridico. Un perimetro che consolida il profilo di cassaforte industriale e centro servizi del gruppo.






