TREVISO - «Per favore, fatemi entrare». La richiesta di aiuto arriva da un’anziana residente in un condominio di viale della Repubblica, che ieri alle 7.40 si è trovata davanti a due giovani ubriachi che le hanno inveito contro. «Lei ha iniziato a battere le mani contro la vetrata del mio salone - dice Stefano Gasparin, cotitolare insieme al padre dello storico Barber Shop, tra le attività al piano terra della palazzina -. Non la facevano passare. Così l’ho fatta entrare e ci siamo chiusi dentro». I due giovani di nazionalità straniera, hanno anche tentato di rubare la bici del barbiere, parcheggiata nella rastrelliera davanti all’attività. E non contenti, hanno lanciato due bottiglie piene in direzione delle auto in sosta. «Quando sono uscito per aiutare la signora, hanno anche tentato di aggredirmi - continua Gasparin -. Io mi sono difeso e ho chiamato la polizia. Ormai situazioni come queste accadono quasi ogni fine settimana qui».

«Non è possibile che accadano episodi così al mattino presto», dice esasperato il barbiere. La sua attività è stata presa di mira dai ladri il giorno di Natale, quando hanno tentato di forzare la porta d’ingresso, e prima ancora a novembre sono state gettate alcune bottiglie di vetro davanti alle vetrate. Ieri mattina, l’ultima vicenda. «Abbiamo aperto alle 7, c’erano già i primi clienti - racconta - Non ci eravamo resi conto che fuori stava accadendo qualcosa». Dalle vetrate, si vedevano le figure dei due giovani che camminavano sul marciapiede. «Poi si sono spostati tra le auto, sembrava che una fosse loro». Invece si sono diretti verso la sua bici, tentando di strappare la catena che la legava alla rastrelliera. In quel momento è arrivata anche l’anziana, che doveva attraversare il marciapiede per poter raggiungere l’ingresso di casa. «Ma si è trovata davanti i due ubriachi, non la lasciavano proseguire». Da qui l’intervento di Gasparin, che si è accorto di quello che stava accadendo e ha fatto entrare subito l’anziana nel negozio. Tutt’ora, la porta è chiusa a chiave. «Chi ha un appuntamento bussa. Devo fare così per non rischiare che entri qualcuno di violento». Lui stesso ha rischiato di essere aggredito quando ha accompagnato la donna all’interno. «Mi sono venuti contro alzando la voce e le mani - continua -. Io però sono riuscito ad allontanarli».