Da un lato un censimento sugli immobili abbandonati, particolarmente numerosi al Sud, per recuperarli ad un uso attivo. Dall’altro nuove norme in arrivo per regolamentare gli sfratti. Al centro il Piano Casa per il quale, spiega il ministro Tommaso Foti nel suo intervento ieri alla Conferenza organizzativa di Confedilizia a Napoli, sono state mobilitate risorse per circa 4 miliardi destinate per l'edilizia residenziale pubblica, sociale e convenzionata.

«Ci sarà un pilastro del Piano casa che sarà finalizzato agli interventi privati con un'edilizia che permetterà un misto tra alloggi a prezzi convenzionati, in affitto e in vendita, e alloggi a prezzi liberi, in affitto e in vendita», dettaglia il ministro. Che rivela l’avvio del monitoraggio sugli immobili abbandonati «per suggerire alle Regioni come recuperarne 70-80 mila, secondo le stime» per riutilizzarli. «Recuperare un numero così significativo di abitazioni significherebbe dare una risposta successivamente forte ad un'esigenza abitativa che esiste», sottolinea il ministro.

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Sicuramente il tema è più che attuale e coinvolge, come detto, soprattutto il Sud, a partire dalle aree interne. Secondo dati di Confedilizia, guidata da Giorgio Spaziani Testa, in un Paese nel quale molti fanno fatica a trovare o mantenere un'abitazione, negli ultimi 15 anni il numero degli edifici abbandonati è più che raddoppiato. Secondo l’ultimo aggiornamento Istat, sarebbero nel 2024 oltre 629mila con un incremento dell’1,5% sull’anno precedente, del 9,3% a livello nazionale e dell’11,3% nei soli comuni capoluogo rispetto al 2020. Ma soprattutto del 126% (dati Confedilizia, che ha spulciato gli archivi catastali) rispetto al 2011. La maggiore concentrazione riguarda il Mezzogiorno, con Calabria e Basilicata in testa tra le regioni: il numero più alto per la verità, sempre in base ai dati di Confedilizia 2024, si trova Frosinone con 32.023 unità ma subito dietro ecco Cosenza, con 23.338 unità (+13,5% sul 2020) e Messina con 18.879 (+12,5%) mentre tra i Comuni capoluogo guida la graduatoria Palermo, con 3.787 unità (+2,7%). Seguono Reggio Calabria, con 2.537 (+12,3%), ancora Messina, con 1.969 (+12,5%) e Ragusa, con 1.951 (+6,6%). A Napoli sarebbero poco più di 700, mille e più di meno rispetto a Roma ma il doppio su Milano.