L’artigianato ligure registra 2.758 nuove iscrizioni e 2.767 cessazioni, con un saldo complessivo prossimo all’equilibrio (-9 imprese). A livello territoriale emergono dinamiche differenziate: Genova, che concentra il maggior numero di imprese artigiane attive, chiude con 1.288 nuove iscrizioni e 1.281 cessazioni (saldo +7). Imperia evidenzia una maggiore capacità di tenuta e dinamismo, con 585 iscrizioni e 524 cessazioni (saldo +61), risultando la provincia con la performance migliore. Savona mostra una sostanziale stabilità, con 544 nuove iscrizioni e 582 chiusure(saldo -38), mentre La Spezia, pur con numeri più contenuti, registra 341 aperture e 380 cessazioni (saldo - 39), confermando una dinamica articolata tra settori e territori.

L’analisi settoriale conferma il ruolo centrale delle costruzioni, che nel 2025 registrano in Liguria un saldo positivo di +112 imprese, su oltre 21.300 imprese attive. Il risultato è sostenuto soprattutto da Genova (+51) e Imperia (+74), mentre Savona si mantiene in equilibrio e La Spezia evidenzia un lieve saldo negativo (-13). Un dato che conferma la centralità del comparto edilizio nell’economia artigiana regionale.

Più complesso il quadro del manifatturiero artigiano, che a livello regionale registra un saldo negativo di -73 imprese, con cali diffusi in tutte le province: Genova (-24), Savona (-23), Imperia (-15) e La Spezia (-11). Un segnale che richiama l’attenzione sulle difficoltà strutturali del comparto, legate ai costi di produzione, alla domanda e alla necessità di accompagnare le imprese nei percorsi di innovazione e transizione.Il settore del trasporto e magazzinaggio presenta un saldo regionale lievemente negativo (-9 imprese), ma con dinamiche territoriali differenziate: Imperia (+13) e La Spezia (+3) mostrano saldi positivi, mentre Genova (-10) e Savona (-15) evidenziano maggiori criticità. Un comparto fortemente esposto alle oscillazioni della congiuntura economica, ma che in alcuni territori continua a offrire segnali di tenuta.