L'abbaio è per il cane la voce, il suo modo di comunicare che, se non compreso, rischia di farsi insistente. Può significare frustrazione, eccitazione, richiesta di attenzioni, noia, ma, il più delle volte, si tratta di un comportamento consolidato che in passato lo ha portato ad ottenere qualcosa di positivo da noi. Ogni abbaio va contestualizzato, possiamo precederlo, ma mai reprimerlo; dunque, gli va insegnato a realizzare nel giusto momento. Se è un abbaio di eccitazione bisogna cercare di indurgli calma e autocontrollo, se è per difesa va fatto un lavoro su fiducia e sicurezza. Iperattaccamento in quanto animale sociale, per lui non stare in compagnia è del tutto innaturale; la sua appartenenza e partecipazione al gruppo è motivo di tranquillità. A causa di un allontanamento precoce dalla madre o di una mancata abitudine a passare del tempo in solitudine, alcuni sviluppano ansia da separazione, una patologia legata all'assenza di un di stacco naturale dal proprio riferimento.
Il cane va abituato sin da subito a restare da solo, anche se per pochi minuti al giorno, rendendo le nostre uscite e rientri a casa come eventi normali, senza quindi mostrare eccessive attenzioni quando accade. Tira in passeggiata Il cane ha imparato che se tira può raggiungere qualcosa di interessante, anche se, molte volte, dietro a tale comportamento si celano disagi. Utilizziamo il guinzaglio solo come strumento di sicurezza, senza abusarne: non deve mai sostituire la comunicazione verbale e posturale che restano il giusto mezzo per rendere la passeggiata serena. Cerchiamo di comunicargli con voce e corpo dove vogliamo andare, solo in un secondo momento indirizziamolo col guinzaglio. Evitiamo anche situazioni spiacevoli prevedibili; se vediamo in lontananza qualcosa che per lui può essere uno stimolo negativo, cambiamo strada prima che perda l'autocontrollo.








