Il precedente c’era già stato, e parlava chiaro: la ragazza minorenne trovata in strada in coma etilico dopo una serata al Constellation. Un episodio che oggi torna con forza nelle carte dell’inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana, mentre emergono nuove registrazioni delle chiamate disperate arrivate ai numeri di emergenza nella notte dell’incendio. Voci spezzate, genitori in cerca dei figli, e sullo sfondo un locale che, secondo gli inquirenti, da anni mostrava falle nei controlli e nelle regole.
Proprio nel giorno della diffusione di parte degli audio, dalla Svizzera è arrivata la risposta alla rogatoria della procura di Roma. I magistrati del Vallese hanno concesso assistenza giudiziaria all’Italia per la tragedia costata la vita a 40 persone e che ha provocato 116 feriti. “Le autorità italiane avranno accesso alle prove già raccolte”, ha spiegato la portavoce dell’Ufficio federale di giustizia Ingrid Ryser a Radio Srf, precisando però: “Non significa che la Procura vallesana abbia bisogno di aiuto”. I pm romani attendono ora l’invito formale per l’incontro tecnico, già ipotizzato a metà febbraio.
CRANS-MONTANA, L'INCHIESTA SI ALLARGA: CHI È IL QUARTO INDAGATO
Un quarto indagato nell'inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana in Svizzera, dove il locale Le Constellation &egra...







