Una nuova accusa potrebbe travolgere Jacques e Jessica Moretti: quella di avere somministrato sostanze nocive - cioè alcolici - a minori di 16 anni, in quantità tali da alterarne le capacità e rendendoli meno reattivi nella fuga una volta scoppiato il rogo de Le Constellation. Sono gli avvocati di alcune vittime a chiedere che ai titolari del locale, teatro della strage di Capodanno, venga contestato il nuovo reato, che potrebbe anche rendere più concreta l’ipotesi del dolo eventuale a carico della coppia.
A suggerirlo - come emerge dagli atti dell’inchiesta -, sono per esempio gli avvocati dei familiari di Sofia Prosperi: «Le Constellation avrebbe venduto bevande alcoliche in quantità sufficienti a compromettere le capacità di minori, in particolare di giovani di età inferiore ai 16 anni, ciò configura il reato previsto dall’articolo 136 del codice penale: somministrazione di sostanze nocive ai minori - scrive alla Procura di Sion l’avvocato Mattia Tonella - se la reazione dei giovani alla prima vista delle fiamme fosse stata rallentata per l’effetto dell’alcol, tale circostanza dovrebbe essere tenuta in considerazione nella valutazione del dolo».
È proprio per questo che diventano cruciali i risultati delle autopsie ed è qui che emerge una delle falle dell’inchiesta svizzera: gli esami delle salme sono stati svolti in ritardo e in alcuni casi non sono stati effettuati. Dagli atti emerge che solo il 13 gennaio, a quasi due settimane di distanza dai fatti, la Procura si è accorta di non avere eseguito gli accertamenti autoptici ed è corsa ai ripari.










