Cresce, sia in Europa che in Italia, il mercato dei sistemi di accumulo a batteria (Bess). Ma il rialzo dei prezzi del litio e la riduzione, decisa dalla Cina, dei rimborsi Iva (che arriveranno a zero nel 2027) sulle batterie esportate, mettono in allarme le aziende che operano nel settore, perché rischiano di provocare un aumento dei costi degli impianti Bess e di creare un rialzo cospicuo dei prezzi di fornitura.
A sottolineare questa situazione è Alessandro Brizzi, general manager di Renovis, energy service company specializzata in soluzioni di efficienza energetica e recupero di calore per l’industria, il cui fatturato è salito da 10,3 milioni di euro, nel 2024 , a 16 milioni nel 2025. Il mercato Ue dei sistemi Bess, spiega, nel 2025 ha registrato una crescita, anno su anno, del 45%, segnando uno dei passaggi più rilevanti nel percorso di maturazione dello storage energetico nel continente. Secondo ricerche della Wood Mackenzie , nel corso dell’anno sono stati installati 16 gigawatt di nuova capacità Bess in Europa. E, in questo scenario, la Germania si è confermata il principale motore della crescita.
Capacità di accumulo a +55% in Italia nel 2025
In Italia, la capacità di accumulo ha registrato un aumento del 55% anno su anno, raggiungendo oltre 17 gigawattora, ad agosto 2025 . Attualmente il Paese dispone di circa 6 gigawatt/17,4 gigawattora di capacità installata, con un obiettivo governativo di 15 gigawatt, entro il 2030. Parallelamente a questa crescita strutturale, però, nel passaggio tra il 2025 e il 2026, due fattori, in particolare, stanno modificando gli equilibri di costo e le strategie di approvvigionamento: il forte rialzo dei prezzi del litio dopo, oltre due anni di surplus, e la progressiva eliminazione dei rimborsi Iva sulle esportazioni di batterie dalla Cina.







