Nel giorno in cui sono state rese note alcune delle registrazioni delle chiamate di emergenza di chi, disperato, si trovava al Constellation nella notte del primo gennaio, è arrivata, come promesso dalla procuratrice generale del Cantone Vallese Beatrice Pilloud, una risposta ai pm romani.

Da una parte le centinaia di audio dell’orrore arrivate ai numeri di soccorso, dall’altra l’apertura dei magistrati, ma con delle riserve. Ieri i pm elvetici hanno ammesso la rogatoria presentata dalla procura di Roma, concedendo assistenza giudiziaria all’Italia in relazione alla tragedia di Crans-Montana, nella quale 40 persone hanno perso la vita e 116 sono rimaste ferite.

Le nostre autorità avranno accesso alle prove già raccolte, ha spiegato la portavoce dell’Ufficio federale di giustizia Ingrid Ryser, all’emittente Radio Srf. Ma ha anche chiarito: «Non significa che la Procura vallesana abbia bisogno di aiuto».

Intanto i pm romani attendono ancora un invito formale - che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni - per l’incontro tecnico tra magistrati italiani e svizzeri. Contatti informali tra le autorità ci sono già stati ed è stata fissata una data a metà febbraio, ma senza l’invito formale i magistrati non possono partire.