Al Sivori la proiezione del corto che racconta la guarigione del bimbo genovese e della sua famiglia

Un momento delle riprese del cortometraggio "Briciole al cielo"

Genova – La storia di Giordano Anzani deve diventare il manifesto della campagna a favore della donazione degli organi. Sono troppi quei sette milioni di italiani – e la Liguria purtroppo è tra le regioni meno generose – che hanno espresso il proprio no a regalare una speranza a chi attende un trapianto. E lo ha detto chiaramente chi si trovava al Sivori, cinema storico a pochi passi dalla Prefettura, dove oggi pomeriggio alle 18.30 è stato proiettato il cortometraggio “Briciole al cielo”, dodici minuti e venti secondi di emozioni come medici, infermieri, oss dell’ospedale Regina Margherita che si sono improvvisati attori recitando accanto ai genitori del bimbo genovese protagonista di un “miracolo” della medicina che lo ha strappato a una morte sicura per una cardiomiopatia dilatativa che si è presentata all’improvviso. Mentre era in vacanza in Toscana, e mentre giocava a fare il boscaiolo insieme a mamma Annalisa Margarino e Arrigo Anzani, insegnanti del Firpo che hanno fatto del coraggio la loro virtù.

Il corto, già proiettato a Piacenza – città del Cineclub Giulio Cattivelli, che lo ha prodotto, e del regista Gian Francesco Tiramani, che lo ha ideato e diretto - e a Torino – città delle eccellenze del Regina Margherita hanno permesso al miracolo di compiersi -, è stato introdotto dai protagonisti di questa storia: la presidente nazionale di Aido, Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule, Flavia Petrin, la consigliera di Città Metropolitana Laura Repetto, che ha fatto da trait d’union nel passaggio tra le amministrazioni comunali di Marco Bucci e Silvia Salis, sindaci di differenti schieramenti che su Giordano hanno trovato un’intesa totale, e il cardiochirurgo Carlo Pace Napoleone, il dirigente medico che ha fatto sì che questa storia avesse un lieto fine. E difatti è a lui che la platea, istintivamente, dona l’applauso più lungo. Senza dimenticare Marina Di Nardo, presidente di Amici dei Bambini Cardiopatici, l’associazione che mette a disposizione appartamenti alle famiglie dei piccoli pazienti dell’ospedale torinese in attesa di trapianto. Anche Annalisa e Arrigo sono stati ospiti, insieme al loro figlio più grande Gioele (8 anni).