PADOVA - Un altro suicidio al carcere Due Palazzi di Padova, il secondo in meno di tre giorni. A togliersi la vita, nella serata di giovedì, è stato Matteo Ghirardello, 33enne vicentino di Romano d'Ezzelino e di origine Sinti. Ieri mattina, per ricordare i due reclusi, alcune delle numerose associazioni impegnate nel reinserimento dei detenuti si sono trovate davanti alla casa di reclusione per depositare due rose rosse. Un modo per dire «che qui si entra, ma si esce anche. Ogni giorno»
Ghirardello era un pluripregiudicato, con alle spalle numerosi precedenti per furti e rapine. Un passato difficile, ma anche – almeno sulla carta – la possibilità di ricostruirsi un futuro: l’età giovane e l’inserimento nei percorsi lavorativi lasciavano immaginare margini di recupero. Invece, forse anche a causa della tensione di questi giorni, il carcerato ha preso una decisione estrema, togliendosi la vita nel bagno della sua cella. Difficile indagare le ragioni del suo gesto, ma il Garante dei diritti dei detenuti, Antonio Bincoletto, punta il dito sul sovraffollamento ai massimi storici. «È da ottobre dell’anno scorso che denuncio una situazione che sta progressivamente degenerando. C’è un sovraffollamento sempre più grave, un aumento esagerato delle presenze e un malessere che pervade tutto l’istituto. Sono stato ascoltato fino a un certo punto, ma purtroppo adesso gli effetti si stanno vedendo e sono tragici».









