(di Cinzia Conti) Quanto sarebbe bello se la felicità fosse davvero democratica e accessibile a tutti.
Ma purtroppo in un mondo sempre più storto e incendiato dalle guerre non è così.
E allora forse anche il reato di rapina sarebbe perdonato, se il bottino fosse fatto di felicità e sorrisi, di serenità e benessere.
A portare sul palco di Sanremo la teoria non sarà Gustavo Zagrebelsky ma la deliziosa canzone indie della coppia di cantautori Maria Antonietta e Colombre "La felicità e basta" che gorgheggiano: "Baby, facciamo assieme una rapina, baby/ per riprenderci tutta nostra vita./ Che cosa credi? / Credo che la felicità ce la prendiamo e basta".
"Noi siamo un collettivo - spiegano all'ANSA i due artisti marchigiani, classe 1987 lei e 1982 lui - e cantiamo di questa felicità che ci è tolta da tutte queste aspettative della società intorno che ti impone di essere sempre all'altezza della situazione. E se non ci riesci è un tuo errore. Respingiamo questo senso di colpa atavico per cui appunto quando sei infelice in qualche modo te lo sei meritato, devi aver sbagliato qualcosa, forse non ci hai creduto abbastanza. Ecco, pensiamo che questa favola del credici, devi essere convinto, è una deriva di un sistema proprio economico, addirittura la felicità è una merce, la devi meritare, non è gratis. Invece secondo noi è un meccanismo profondamente perverso, del quale soffriamo anche noi due, perché non è che noi siamo maestri di vita, ma siamo parte di questo mondo come tutti".








