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Secondo quanto riportato dal Telegraph forniture tecnologiche cinesi avrebbero permesso alla Russia di produrre il missile ipersonico Oreshnik aggirando così le sanzioni occidentali

La Cina starebbe giocando un ruolo chiave, finora sottovalutato, nel rafforzamento dell’arsenale missilistico russo, permettendo a Vladimir Putin di aggirare le sanzioni occidentali e accelerare la produzione di nuove armi strategiche. Al centro di questa cooperazione c’è l’Oreshnik, un missile balistico ipersonico a capacità nucleare, già impiegato due volte in combattimento e in grado di colpire obiettivi in Europa in meno di venti minuti. Con una velocità che supera gli 8.000 chilometri orari, il missile può rilasciare fino a sei testate durante il volo, rendendo estremamente complessa qualsiasi intercettazione. L’uso recente dell’Oreshnik contro la città ucraina di Leopoli, a poche decine di chilometri dal confine polacco, ha acceso l’allarme non solo a Kiev ma anche nelle capitali occidentali, che vedono in quest’arma una minaccia diretta alla sicurezza europea. Dietro questo salto tecnologico, però, non ci sarebbe solo l’ingegneria militare russa, ma un flusso costante di macchinari, componenti e tecnologie provenienti da Pechino.