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Piccoli, economici, letali: i droni a corto raggio diventano strumenti di terrore urbano, cancellando la distinzione tra linea del fronte e vita quotidiana

I piccoli quadricotteri che per mesi hanno terrorizzato la riva destra del Dnipro non sono più un’anomalia locale: la logica del “caccia all’uomo” con droni a corto raggio — economici, maneggevoli, spesso armati con piccoli ordigni o usati come kamikaze — sta diventando una componente stabile della pressione russa sulle retrovie immediate del fronte. E con un raggio operativo che può arrivare fino a 25 chilometri, la linea tra “prima linea” e città abitate si assottiglia.

"Un incontro ad alta priorità sul progresso della difesa aerea anti-droni a corto raggio. Stiamo rafforzando significativamente questa componente all'interno dell'Aeronautica Militare delle Forze Armate ucraine" e "in primo luogo, la protezione contro i droni russi deve essere rafforzata nelle nostre città, come Kherson e Nikopol, così come nelle comunità di confine della regione di Sumy, dove i russi hanno sostanzialmente istituito un 'safarì continuo contro i civili", scrive su X Volodymyr Zelensky. "Ogni giorno colpiscono edifici residenziali, infrastrutture ordinarie e trasporti civili. Abbiamo bisogno di una protezione più forte e di un'azione più decisa in risposta", ha sottolineato.