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30 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 19:26
C’è un identikit sul quale si stanno concentrando le ricerche nelle indagini per l’omicidio di Alexander Adarich, il banchiere ucraino trovato morto a Milano e che aveva tre documenti con diverse identità. È l’uomo che è stato visto affacciarsi dalla finestra del bed&breakfast dal quale è precipitato il 54enne la sera del 23 gennaio scorso. Poco dopo, lo stesso uomo ha incrociato la custode, alla quale in inglese ha chiesto cosa fosse successo, fugacemente, prima di allontanarsi insieme a un altro sconosciuto. Un incontro veloce ma che è stato sufficiente alla donna per essere in grado di descriverne i lineamenti, trasformandosi in una testimone importante per gli investigatori.
Proprio sviluppando i suoi ricordi, e incrociandoli con i filmati delle telecamere già acquisiti e al vaglio, la Squadra Mobile di Milano sta cercando una corrispondenza sul sistema Sari, che permette di trovare un match tra centinaia di migliaia di visi già noti nella banca dati Afis delle forze dell’ordine. A breve, inoltre, saranno avviate le rogatorie internazionali necessarie a inquadrare meglio molti dettagli della vita dell’affarista, che aveva interessi principalmente in Ucraina e Lussemburgo ma anche in altri Paesi. Mentre c’è attesa per l’autopsia, prevista per la prossima settimana, che dirà molto sulle cause della morte e quindi sulla dinamica della caduta.











