Nel corso dell’intervista, Strabioli ripercorre la sua infanzia e l’immagine che ha di sé bambino: "Un bambino molto solitario, assolutamente attaccato alle gonnelle di mamma, alle sottane di mamma". Un legame nato, racconta, anche per la solitudine materna: "Per solitudine, per non sentirsi sola, con un po’ d’egoismo, forse mi ha tenuto a sé, per cui ho vissuto un’infanzia da osservatore. Osservavo il circostante, non avevo amici, non ho fatto l’asilo".

Parlando della madre, Strabioli aggiunge: "Una dipendenza dalla mamma. Era leggermente depressa, non era felice della sua vita". Un’infanzia protetta ma chiusa, segnata da una forte simbiosi emotiva. Diverso il rapporto con il padre, descritto come distante ma non giudicante: "Con mio padre credo ci fosse un tacito accordo. Quando ho lasciato questa solitudine, questa casa — che non la ricordo come una cosa di sofferenza — ho deciso di uscire, di frequentare, di scoprire, di sperimentare. E mio padre, forse con un tacito accordo: tu ti fai gli affari tuoi, io mi faccio gli affari miei. Non mi ha mai giudicato".

Un uomo affascinante, molto amato dalle donne, come emerge dai ricordi di famiglia: "Papà invece era un grande corteggiatore di donne, era un seduttore. La mamma diceva: 'E tuo padre quante me le ha fatte passare'. Ricordo delle telefonate dei mariti delle amanti di mio padre".