Le date del referendum le ha fissato il presidente della repubblica, accettando la proposta del governo, e le ha confermate il Tar del Lazio: domenica 22 e lunedì 23 marzo. Il colore delle schede del quesito, apprende Libero, sarà verde (rosa invece quello delle schede per le suppletive in Veneto, che si voteranno negli stessi giorni). Quanto al testo del quesito, è noto da mesi e salvo cataclismi non cambierà. Lo ha scritto la Cassazione nella delibera del 18 novembre con cui ha accolto le quattro richieste di referendum presentate dal parlamento (deputati e senatori di maggioranza e opposizione), ognuna delle quali, come previsto dalla Costituzione, sottoscritta da almeno un quinto dei membri di una Camera.

Sul foglio che riceveranno in mano ai seggi, gli elettori troveranno la domanda: «Approvare il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?». Sotto, il riquadro del Sì e il riquadro del No. Quello su cui saranno apposte più croci deciderà il futuro dell'ordinamento giudiziario. Se entreranno nell'ordinamento italiano la separazione delle carriere, la creazione dei due Csm e dell'Alta corte disciplinare e il sorteggio dei componenti di questi nuovi organi costituzionali. Oppure se tutto rimarrà com'è adesso.