MORGANO - Non si ferma la scia di furti al campo sportivo di Morgano, sede del Calciotto Treviso e punto di riferimento per migliaia di giocatori e società amatoriali. Dopo i quattro colpi messi a segno in pochi giorni a fine novembre, nella notte tra sabato e domenica lo stesso ladro è tornato nuovamente in azione. Un quinto furto in due mesi che riapre una ferita mai chiusa e fa lievitare ulteriormente il conto dei danni. Ancora una volta l'obiettivo è stato il chiosco interno all'impianto sportivo di via Chiesa: pareti sfondate, frighi vetrina divelti, locali messi completamente a soqquadro. Il bottino, come nei precedenti episodi, è stato esiguo qualche centinaio di euro in alcolici ma a fronte di danni ingenti. Per l'ennesima volta è stata sporta denuncia ai carabinieri che seguono una vicenda ormai ben nota. A commentare con amarezza e rabbia quanto accaduto è Massimiliano Cattarin, anima e motore del calciotto trevigiano, che non nasconde l'esasperazione per una situazione che si trascina da mesi senza una soluzione.

«È il quinto furto in due mesi, sempre la stessa persona - sottolinea -. I danni ammontano a migliaia di euro e noi continuiamo a pagare mentre il responsabile resta libero. È una vergogna». Secondo quanto confermatogli dagli inquirenti, il ladro sarebbe infatti sempre lo stesso: un pregiudicato con una lunga lista di precedenti e denunce alle spalle e già identificato grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza e alle prove raccolte. «Si conoscono nome, cognome e indirizzo prosegue Cattarin ma nonostante questo continua a girare a piede libero. Per l'ennesima volta ci ha distrutto il chiosco, sfondato muri e frighi, messo tutto sottosopra. Noi denunciamo, ripariamo, andiamo avanti. Ma fino a quando?». «I giudici pensano davvero che si possa andare avanti così all'infinito, aspettando che qualcuno si decida ad autorizzare l'arresto di questo delinquente? Qui non si parla solo di soldi, ma di rispetto per chi lavora, per lo sport e per una comunità intera che ogni giorno anima questo impianto».