Roma, 30 gen. (askanews) – “In diverse decine di riunioni”, a cavallo tra due governi, il Conte I e il Conte II, il compromesso politico, la quadra tra istanze diverse si è trovata proprio a casa sua, lontano dalle sedi di partito o dalle aule parlamentari. “Non voglio sembrare sbruffone – dice -, ma sia il primo che il secondo governo Conte si sono fatti concretamente a casa mia” ed è anche in virtù di questa esperienza da mediatore che Vincenzo Spadafora, arrivato in Parlamento con il Movimento 5stelle, ex ministro dello Sport ed ex Garante per l’infanzia, si è ritagliato negli anni “un ruolo da dietro le quinte”, da tessitore di alleanze o almeno di incontri. “Sono forse più capace nel tentare di mettere insieme gli altri”, nell’avvicinare le posizioni, aggiunge. Ci riprova domani con la convention di Primavera, l’associazione che ha fondato un anno fa, e che chiama a raccolta, al Salone delle Colonne dell’Eur, varie anime e militanze riformiste, con l’aspirazione a mettere in piedi la quarta gamba del centrosinistra.

“C’è un potenziale enorme, ci sono i delusi del Pd e del Movimento Cinquestelle, ma anche i delusi dei partiti di destra, quelli che magari, una volta, hanno votato anche Lega e Fratelli d’Italia. Il potenziale è enorme, tutto dipenderà da come sarà raccontata questa cosa nuova”, osserva. Primavera, che “è presente in quattordici regioni” porta in dote un movimento di persone, di professionisti che appartengono ai mondi della sanità, dell’imprenditoria, del volontariato, “tutti elettori del centrosinistra che però non si riconoscono nè nel Pd di Elly Schlein nè nel Movimento Cinquestelle”.